Fuertaventura e il set di Exodus nuovo film di Ridley Scott

Finalmente sono arrivati! Il regista inglese Ridley Scott ed il suo seguito sono finalmente approdati da alcuni giorni sull’isola di Fuerteventura per girare le scene di “The Book of Exodus”, il film hollywoodiano della 20th Century Fox sulla epopea degli ebrei nel deserto del Sinai ai tempi della fuga dall’Egitto guidati da Mosè.

 
Il regista inglese famoso per altre storiche produzioni come: “Alien”, “Il Gladiatore” e “Blade Runner” ha scelto Fuerteventura per girare una parte del film dedicato alla vita di Mosè. Alcune scene si stanno girando vicino alla spiaggia di Cofete, nella penisola di Jandia nel sud dell’isola, e le riprese dureranno fino al 12 gennaio prossimo comprendendo anche un a pausa durante le festività natalizie.
 
Nel frattempo, il Regista che tra l’altro non è stato particolarmente fortunato a causa delle pessime condizioni climatiche: forte vento, calima e nuvolosità ben oltre alla media stagionale, si è dichiarato affascinato dalle peculiarità dell’isola di Fuerteventura e dai suoi paesaggi duri e antichi, tanto da affermare che non esiterà a sceglierla di nuovo per eventuali produzioni future.
 
Ridley Scott ha inoltre detto che raccomanderà caldamente anche ad altre case di produzione di Hollywood di scegliere Fuerteventura l’isola più secca delle Canarie, come set per la realizzazione di film che dovessero prevedere paesaggi e panorami naturali che si conciliano con questa bellissima isola.
 
Le altre località di Fuerteventura dove si gireranno altre scene del film “The Book of Exodus” di Ridley Scott, sono la punta di Jandia, il Barranco de los Canarios, la spiaggia del Risco del Paso, e la spiaggia del Marrajo a El Cotillo oltre alle dune di Corralejo.

Fuerteventura Riserva della Biosfera

L'UNESCO DICHIARA FUERTEVENTURA RISERVA MONDIALE DELLA BIOSFERA


Interminabili spiagge di soffice sabbia rosa, per lunghi tratti deserte, e una natura incontaminata, che parla senza equivoci dell'origine vulcanica di quest'isola. Per non parlare del mare, così turchese da far invidia ai Caraibi, e, poi, sole, cielo azzurro e scarse precipitazioni per gran parte dell'anno. Che ne dite? Ce n'è abbastanza per dichiarare Fuerteventura un vero paradiso terrestre? Ma ancora non basta: qui ci abitano popolazioni dalle solide tradizioni e rispettose dell'ambiente, che accolgono turisti al pari loro amanti dell'ecologia. Insomma, chi ha la vocazione all'ambientalismo e non l'ha ancora visitata, è pregato di farlo, prima o poi, anche non subito. Per fortuna, qui non si corre il pericolo che con il tempo tutto cambi rapidamente, che il cemento invada le spiagge, che le file di automobili ricoprano il poco asfalto. A Fuerteventura tutto è protetto. Un motivo valido per meritarle l'attenzione dell'Unesco.
Efficace e tenace protezione dei valori naturali dell'isola, attenzione allo sviluppo sostenibile del turismo e delle attività storico-antropologiche (come per esempio agricoltura, allevamento e artigianato), investimenti per incrementare le proprie capacità nel campo delle energie rinnovabili con lo sviluppo della produzione di energia eolica e solare, equilibrio tra rispetto ambientale e crescita turistico-economica: con questo corposo ed eccellente biglietto da visita, dunque, l'isola di Fuerteventura ha meritato in pieno un importante riconoscimento da parte del “Consiglio internazionale di coordinazione del programma Uno e Biosfera” dell'Unesco, che durante una recente riunione in Corea del Sud ha dichiarato l'isola "Riserva mondiale della Biosfera”.
La proposta di Fuerteventura come Riserva della Biosfera comprende tutto il territorio insulare, oltre che una zona marina di cinque miglia nel settore ovest e tre miglia per il resto dell'isola. In totale, raggiunge un'estensione di 352.812,6 ettari, dei quali 165,664,3 (47 per cento) corrispondono all'ambiente terrestre e 187,148 (53 per cento) a quello marino. Dati che la pongono alla testa della media delle altre Riserve della Biosfera spagnole, stimata in 81.683 ettari, e ne fanno la maggiore quanto a superficie marina. Nella decisione dell'Unesco ha giocato anche l'importanza dell'isola come ecosistema di zone aride che in precedenza l'aveva portata a essere inclusa nella Rete Natura 2000, con 13 spazi naturali come Luoghi di interesse comunitario e 9 spazi naturali come Zone di speciale protezione degli uccelli.
È grande la soddisfazione delle autorità locali, da Mario Cabrera, presidente del Consiglio di Fuerteventura, a Paulino Rivero, presidente del Governo delle Canarie, dei sindaci dei maggiori comuni e dell'intera popolazione: tutti sperano che il riconoscimento dell'Unesco servirà a promuovere Fuerteventura come meta del turismo ecologico, imperniato sulla cura e sul rispetto dell'ambiente.

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Veduta della piscina

Playa de El Bùro